CAMBRIDGE ANALYTICA... O GERMANETO? TRUMP E LA BREXIT SI ISPIRANO AI PIDDINI CALABRI PER PILOTARE L'INFORMAZIONE

di Astolfo Perrongelli
Certo è che i calabresi non hanno nulla da invidiare agli americani in fatto di inventiva e immaginazione. Un esempio? La querelle che ha visto coinvolto Facebook e la società inglese
Cambridge Analytic e la gestione della comunicazione del Pd regionale. Per farla breve il social di Mark Zuckerberg e Analytic hanno attivato una grande campagna per influenzare diverse migliaia di persone: tramite una app, raccolsero dati riguardanti oltre 250mila utenti per convincerli a votare a favore di Trump, l'attuale presidente degli Stati Uniti. Insomma, con
delle strategie di marketing sono stati mossi come dei burattini,ma non si sa fino a che punto. Ma Zuck ha ammesso la manipolazione. Bene, ma che c'azzecca la Calabria? Nella terra in cui ebbero i natali Telesio, Riccardo Misasi, Giacomo Mancini (non "JJ double face"), Stefano Rodotà, e tanti altri,  più o meno nello stesso arco di tempo ossia nel 2015, sono stati attivati su Whatsapp, dei gruppi di iscritti al Partito democratico. Una sorta di virtual social gang con un amministratore che dava le direttive in modo da poter gestire e pilotare dati e informazioni sull'attività politica da mettere in atto. Come? Magari scegliendo una determinata notizia apparsa su un online e poi postata su Facebook. Quindi il "reggente" dava ordine e disposizioni in modo che la gnius o il comunicato fosse inondato di "Like" con commenti. A dimostrazione di quanto detto, ecco il resoconto dello scioglimento per scarsi risultati di un gruppo uozzappiano, il "Mario Oliverio". Chi ha decretato la fine dell'attività della compagine piddina, è uno dei fedelissimi di Nicola Adamo.
 A voi...   
"Carissime, carissimi, voglio ricordare a tutti che questo gruppo era nato come strumento per condividere sui social le informazioni e le prese di posizione che la struttura di comunicazione del Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio veicolava. Non a caso porta il nome di Mario Oliverio. Nel corso degli anni (siamo attivi dal 2015) è però diventato una specie di organismo di partito, una funzione impropria che non ha mancato di creare confusione. Se a questo si aggiunge il fatto che, come dimostra l’esame dei flussi di like e condivisioni che abbiamo esaminato nel corso di un anno di attività, solo 20-30 componenti di questo gruppo (40-45 quando spingiamo) su 133, si impegnano sui social e “CI METTONO LA FACCIA”. E’ EVIDENTE CHE LE COSE NON VANNO PER NIENTE BENE. Se si aggiunge anche che assai frequentemente pezzi della discussione che facciamo nel gruppo è finita su alcuni giornali online che non hanno certo mostrato vicinanza al Presidente ed allo sforzo di governo che stiamo conducendo in Calabria, il quadro è completo. All’opportunismo si è aggiunta, talvolta, anche una vera e propria attività di sabotaggio. I risultati si sono visti in occasione del referendum del 2016 e nelle recenti elezioni politiche. Di fronte al generoso impegno di alcuni, a cominciare da Mario Oliverio, non sono mancati coloro che pubblicamente hanno fatto votare in maniera diversa. Non mi interessa qui capire e discutere delle motivazioni. Ma un gruppo Whatsapp che porta il nome del Presidente della Regione (e sappiamo tutti quanto abbiamo fatto per conquistare, nelle primarie prima e nelle elezioni dopo, il governo della Calabria !!!) non è una leva militare ma un luogo di condivisione politica leale e attiva. Questo gruppo, invece di essere un valore aggiunto, è diventato un peso inefficace ed elemento di confusione. Il successo elettorale dei 5 stelle, costruito tutto sui social, dovrebbe farci capire di cosa parliamo. Sui social non si discute la linea politica, la si applica. La linea politica la si discute nelle sedi politiche. Per noi gli organismi. Non ci sono altri modi per far funzionare questi strumenti. PER QUESTI MOTIVI LO SCIOGLIEREMO E VALUTEREMO SE FORMARNE UN ALTRO CON LO STESSO NOME A PARTIRE DA COLORO CHE, A PARTIRE DALL’ANALISI DEI FLUSSI, HANNO MOSTRATO IN QUESTI ANNI DI ESSERE ATTIVI E LEALI SUI SOCIAL. GRAZIE A TUTTI". Dunque, una sorta di "web sparrow de noiantri". A questo punto c'è da chiedersi: chi ha architettato questo marchingegno si è reso conto di avere gestito in maniera fallimentare la catena social? I risultati parlano chiaro. Nonostante ciò, Don Ernesto Magorno s'è preso una bella poltrona in Senato, così come Enza Bruno Bossio si è accomodata alla Camera. Per concludere: il Pd ha perso le elezioni ed è necessario che cambino le gerarchie. Accadrà ciò in Calabria, dove il governatore Mario Oliverio ha già annunciato la ricandidatura per le regionali di novembre 2019 e la classe dirigente attuale che non schioda?. Antonio Gramsci e Amedeo Bodriga, chissà come si stanno rigirando nelle loro tombe....