LA DIFFERENZA TRA LE STAGIONI. L'ESTATE E' DEMOCRATICA

di Cataldo Bevacqua

L'estate è democratica, l'inverno, al contrario, è aristocratico. Perchè d'estate indossi un jeans, una maglietta e un paio di ciabatte, e te ne vai in giro per il mondo in mezzo a tante altre persone che, come te, altro non hanno indosso che un jeans, una maglietta e un paio di ciabatte.
Sì, è vero, un jeans può essere di marca, acquistato a caro prezzo in un esclusivo negozio di via Condotti, oppure raccattato per poche lire su una bancarella del mercato rionale
sotto casa, ma, alla fine, un jeans rimane pur sempre un jeans, il tessuto è in ogni caso sempre lo stesso.
E così, se passeggi sotto il sole cocente a fianco della figlia del sultano del Beresh, tu neanche te ne accorgi, perchè anche lei, come te, si trascina lungo l'asfalto infuocato con indosso un semplice jeans e una bella maglietta a mezze maniche, e anche lei, come te, ha caldo. E magari suda. Sì, perchè anche la ricca figlia del sultano, d'estate, suda.
Per un attimo pensi: ma lei, la ricca rampolla, il suo jeans tutto sbrilluccicante di lustrini se l'è acquistato a peso d'oro in una lussuosa boutique della 5th Avenue, dopo aver lasciato in custodia all'autista con berretto la sua fiammante Porsche 918. E' vero. Poi, però, timidamente chini gli occhi, e lasci che lo sguardo si sperda, rasserenandosi, nel blu striato del tuo pantalone proletario: in fondo - noti - il tuo jeans a buon mercato fa comunque la sua bella figura, anzi, pare proprio che sia uscito dalla stessa favolosa boutique della Quinta Strada di Manhattan.
E arriva l'Inverno. Te ne stai in disparte sulla strada deserta, raggomitolato nel tuo dignitoso giaccone acquistato nel negozietto dietro l'angolo. D'un tratto, ti passa accanto la figlia del sultano del Beresh. È lei, la riconosci! Quella ragazza, però, non strascica più il suo jeans sul lastricato sabbioso del lungomare. Ora, altèra, incede con passo maestoso al centro del viale cittadino, altezzosamente avvolta in un leggiadro pellicciotto di zibellino russo. Troppa differenza, d'inverno, e si nota.
Benvenuti, primi timidi tepori primaverili! E arriva presto, estate: io sono per la democrazia!