ATTENZIONE ALLA SINDRONE DEL "IL SO TUTTOISMO". I SOGGETTI AFFETTI SONO ARROGANTI E CRITICONI. LA LORO PLATEA I SOCIAL

di Celeste Damiani
Uno dei “malanni” della nostra contemporaneità è, sicuramente, la convinzione iper egoica di alcune persone di essere i migliori. Migliori nel criticare gli altri, migliori nel giudicare i comportamenti altrui, migliori nel vestire,
nello scegliere, nel comprare. Ma, mai capaci di diventare migliori di se stessi. Ormai, anche la scienza, l’ha accertato: c’è una sindrome, pericolosa, che oramai si aggira, indisturbata nelle realtà quotidiane: “il so tuttoismo“. I “so tutto io” sono arroganti e poco autocritici che si ergono a difensori morali della qualunque cosa, che sia politica o meno, senza mai chiedersi se ne hanno l’autorevolezza o, addirittura, le capacità. Di queste persone ne è pieno il mondo. Dal politico di turno che, con arroganza, cerca d’imporre la propria idea che contrasta con la quotidianità, al semplice amico che, per ogni argomento, ha un’opinione e la difende a spada tratta, senza alcuna disponibilità al confronto. I “so tutto io”, però da un po’ di tempo, hanno un alleato formidabile: i social network. Su Facebook ad esempio dove la platea è ampia, possono scatenare tutta la loro irrefrenabile voglia di becera presunzione, scatenando flames su ogni argomento, per il quale è, ovviamente, il massimo esperto esistente. Il “so tutto io” è anche un validissimo opinionista e non c’è argomento che non conosca e possa sviscerare alla perfezione, dalla nascita del mondo alle ricerche sulle malattie rarissime, passando per la madre degli argomenti, la politica! Già, perché è ovviamente un esperto politologo, eccellente stratega di tattiche e stratagemmi elettorali, e se per caso abbia una fede politica, lui ne rappresenta la massima espressione vivente. E dal suo pulpito, decreta sentenze su quanti si azzardano a contraddirlo. Spesso agiscono fuori da ogni logica e solo per ripetere a tutti io sono questo, io sono quello perdendo davvero quel po’ di dignità che ognuno di noi dovrebbe avere. Però se li si osserva da lontano sono anche molto divertenti: non potendo mettere in gioco argomentazioni fondate, gran parte delle reazioni alle osservazioni dei normodotati vengono liquidate con attacchi personali o banalità disarmanti. Mettere a tacere questi soggetti non è affatto facile. Dopo aver provato con il raziocinio, ovviamente vano, forse la strategia migliore è quella di “non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza“.