LA POTENZA DEL VENTO SI CONTRAPPONE AL VENTO DELLA POTENZA DELLA POLITICA E DEI PROBLEMI DELLA CALABRIA

di Letterio Licordari
E’ stata la potenza del vento o si tratta della capitolazione dei capitolati? Propendiamo per la prima delle due cause, la seconda – pur sempre nell’ambito delle illazioni – non sarebbe consona ad un edificio “civile” né, tantomeno, nellafattispecie, ad un immobile nel quale dovrebbe regnare Diche, dea della Giustizia, figlia di Zeus, che secondo la mitologia ellenica sarebbe scesa sulla terra per diffondere il concetto di Giustizia
tra i popoli. Stiamo parlando del cedimento (sulle cui cause sono in corso accertamenti) di una parte del controsoffitto del nuovo Palazzo di Giustizia di Vibo Valentia, che lunedì 16 aprile ha portato alla sospensione delle udienze ma che, soprattutto, poteva arrecare danni alle persone che in questa struttura lavorano, ai fruitori dei servizi, agli avvocati (che hanno qui anche la sede del loro Ordine) e ai magistrati. Sembrerebbe che il crollo si sia verificato nell’androne principale e in uno degli uffici di cancelleria, provocato dal forte vento che nel fine settimana precedente si è abbattuto sulla città un tempo denominata Monteleone, e causato anche da lavori di ampliamento in corso e dalla presenza di spazi aperti al piano superiore. Ma, ritornando alla mitologia greca, ci sarà pure un motivo che avrà fatto incavolare Eolo, dio del vento! Il sito danneggiato è simbolico della realtà della Calabria, regione in cui si chiudono tribunali e si accorpano allo stesso modo in cui si chiudono e si accorpano gli ospedali pubblici. Una realtà, quella calabrese, caratterizzata dal crimine e dalle malattie, che il gattopardismo imperante vuole rimanga tale, e se per combattere il crimine spesso gli sforzi delle forze dell’ordine si infrangono nelle cavillosità della burocrazia giudiziaria, per combattere i mali si fa di tutto perché i malcapitati di turno, sempre che riescano a rimanere vivi, debbano emigrare, andare oltre i confini regionali. Una situazione parallela, quella della giustizia e della sanità, che converge allorquando il problema da trattare è la malasanità. Se c'è un vento che dovrà soffiare, però, dovrà essere quello della giustizia, e non solo per quanto riguarda i Tribunali. Sicuramente Eolo si sarà incavolato, così come il primo giorno di questa primavera si incavolò Poseidone, dio del mare, dei maremoti e dei terremoti, che volle forse rendersi conto anche dei capitolati dei lungomari di molte località del Tirreno cosentino. Si narra che fu proprio Eolo a donare a Ulisse, scampato alla guerra di Troia, un otre di pelle all’interno del quale aveva rinchiuso i venti contrari alla navigazione, ma i compagni di viaggio di Ulisse, credendo che all’interno vi fossero tesori nascosti, lo aprirono e i venti ne fuoriuscirono scatenando una fortissima tempesta. Non sappiamo se Eolo abbia fatto dono di otri di pari contenuto ai nostri amministratori regionali, ma sappiamo soltanto che non c’è giorno che a Catanzaro non ci sia il vento…speriamo solo che quello che finora ha favorito la navigazione non si scontri con i venti contrari contenuti nelle urne, pardon, negli otri…