POLITICA. ESSERCI O NON ESSERCI, QUESTO IL DILEMMA DEL PD

di Paolo Pagliaro
Stare comunque all’opposizione o collaborare con un governo guidato da altri? Qualche giorno fa Il Pd della Lombardia ha girato la domanda a iscritti e simpatizzanti, invitandoli a dire la loro sul blog del partito. Le risposte sono rivelatrici degli umori di chi ha perso le elezioni ma non la voglia di discutere. Scorrendo gli interventi l’impressione è che ci sia una netta maggioranza favorevole a  una collaborazione o comunque a un confronto con i 5 Stelle.  Gli argomenti sono i più vari.  Secondo Clara è l’unica soluzione, laboriosa e non facile, per evitare che l’Italia vada alla deriva. Per Gianluca si tratta di non consegnare i 5 Stelle alla destra.  Per Giuseppe i 5Stelle possono comunque portare una carica di novità specie in tema ambientale o su questioni come la povertà. Più pragmatico Gionata, secondo il quale  coerenza e logica vorrebbero che si stesse all’opposizione, ma il rischio è di consegnare populisti l’intero apparato dello Stato.  Giovanni è convinto che per l'Italia e gli italiani sarebbe meglio evitare un governo Lega/5stelle.  La presenza del Pd, osserva un altro Giovanni,  avrebbe un effetto moderatore su certe idee dei grillini, sarebbe garanzia per l' Europa, fermerebbe gli xenofobi, salverebbe alcune leggi civili della precedente legislatura e magari farebbe passare lo ius soli.

A questo fronte aperturista si contrappone un’agguerrita minoranza contraria a ogni collaborazione. Le ragioni del no le riassume bene Federico: “se appoggiassimo uno tra 5Stelle e Lega, ci troveremmo automaticamente l'altro all'opposizione. Noi diventeremmo l'alibi per chi non può fare quello che vuole e il bersaglio dell'opposizione.  Non trovo né responsabile, né nell'interesse del paese che l'unica forza moderata rimasta si suicidi in una simile tenaglia populista”.