"ROSATELLUM", LA LEGGE CHE "FRATELLI D'ITALIA" NON AVEVA VOLUTO VOTARE. ECCO LA RICADUTA SUL VOTO IN CALABRIA

di Fausto Orsomarso
La complicata fase delle consultazioni al Quirinale per tentare di dare a questo Paese un nuovo governo scelto dagli italiani restituisce meglio di qualsiasi altra cosa l’idea che si è votato
con una legge elettorale pessima.
Questo credo sia il giudizio non solo di "Fratelli d’Italia", che è stata l’unica forza politica in Parlamento a votare contro, ma di tanti osservatori attenti e soprattutto dei cittadini. 
Una legge elettorale che porta con sé ricorsi in tutta Italia, tanti errori di molti presidenti di seggio nell’attribuzione del voto all’uninominale che non dovevano distribuire a singole liste, e un condizionamento in negativo del voto verso il proporzionale che era comunque, seppur per un terzo, influenzato dalle candidature nei collegi per l’uninominale. 
Credo nella sovranità che appartiene al popolo, che va rispettato quando si esprime, e in una semplice battuta questa legge non solo ha condizionato la sua autentica espressione ma ne ha vanificato finanche il risultato. 
Se si pensa al nostro partito e alla Calabria dove "Fratelli d’Italia" ha raccolto il 4,55%, che è comunque un dato superiore alla media nazionale del 4,2%, è evidente che qualcosa che non va c’è in una legge che lascia fuori il nostro ottavo quoziente di "Fratelli d’Italia" su 19 deputati eletti al proporzionale su scala nazionale e con il suo assurdo meccanismo "flipper" riesce paradossalmente a dare invece il seggio in Calabria a LEU con il 2,8%!
Sul "Caso Calabria", che purtroppo fa sempre cronaca a sé, continuo a ribadire quello che con grande equilibrio e moderazione ho detto prima, durante e dopo l’attesa dei conteggi ufficiali. 
C’era stata la proclamazione fatta dalla Cassazione, e cioè l’invio alla Camera dei Deputati dell’elenco degli Eletti da proclamare per il tramite delle Corti d’Appello delle diverse circoscrizioni elettorali sulla base del conteggio delle cifre elettorali e dei seggi da assegnare ad ogni partito in ogni circoscrizione. Se andate alla Camera dei Deputati ancora oggi al n.330 la Cassazione proclamava eletto Fausto Orsomarso.
Cosa sia accaduto il 19 marzo, come, chi, è perché si sia deciso che andava fatto un riconteggio effettuato in poche ore rispetto ad un lavoro di giorni a me e agli avvocati che hanno prodotto il nostro ricorso non è dato saperlo dagli atti ufficiali, ma dell’accaduto abbiamo solo ricostruzioni giornalistiche sommarie, oltre che disparate e contrastanti.
Oggi, a freddo, come a caldo in quelle ore, ribadisco quello che ho sempre detto anche al mio Partito e ai nostri sostenitori, che a differenza di altri sono stati molto più composti nei toni e nelle dichiarazioni, vale a dire che noi crediamo nello Stato e nelle sue articolazioni e nel lavoro di chi lo Stato rappresenta.
È ovvio che dal punto di vista tecnico e giuridico il Prof. Edoardo Giardino, insieme agli avvocati Raffaello Misasi e Achille Morcavallo, che ringrazio per il loro attento lavoro, hanno ravvisato violazioni di legge e di procedure che sono, di fatto, l’oggetto del motivato ricorso presentato presso la Giunta per le Elezioni. 
La verità, così come sottolineato finanche dall’ex Capogruppo di "Forza Italia", Renato Brunetta, con alcune note stampa fatte in quelle ore, è che sarebbero dovuti essere altri a rivolgersi alla Giunta per far valere eventuali loro ragioni. 
Ma tant’è!! 
Sul piano più squisitamente politico tutto questo non può che allontanare ancora di più la gente dalla politica. 
L’opportunità, offerta anche dal consenso che tanti calabresi hanno dato a "Fratelli d’Italia", era e resta quella di avere in Parlamento una deputazione in grado di portare il Sud e la Calabria in particolare al centro della legislazione e dell’azione del Governo che verrà,  visto che ormai da 10 anni la Calabria subisce solo tagli orizzontali ad ogni livello e non c’è una prospettiva condivisa, che significa quindi anche investimenti mirati, su che ruolo e quale futuro strategico ed economico debba avere il Sud e la Calabria in Italia e in Europa.
È questo il tema centrale e intorno a questo tema se non si parla di lavoro e di lavoro vero, e se quindi non si programmano le risorse e gli investimenti (sottolineo che per esperienza non ho sentito dire a nessuno in Parlamento che i fondi europei che dovevano essere aggiuntivi per recuperare il gap di infrastrutture e sviluppo sono diventati interamente sostitutivi del finanziamento Statale e dell’attenzione degli ultimi Governi) tutto il resto, comprese le liti elettorali sono solo chiacchiere inutili come quelle fatte da tanti deputati in questi anni.
Per chiedere fiducia dobbiamo offrire fiducia e soprattutto una prospettiva, è per questo che continueremo a farlo promuovendo buone leggi in Consiglio Regionale e oggi anche in Parlamento perché con Wanda Ferro e gli altri rappresentanti di FDI in tanti comuni della Calabria ribadire attraverso l’azione politica e quella legislativa sul piano nazionale che l’unica prospettiva di sviluppo per questa terra è parlare finalmente e concretamente solo di quello che per natura la Calabria dovrebbe essere: terra di agricoltura e di turismo di qualità.
Su questo tema sono già pronte le nostre proposte, alcune portano la mia firma e sono già leggi regionali della Calabria approvate all’unanimità, che dovranno vedere un serio e concreto impegno dello Stato Centrale. A noi serve sviluppo e lavoro vero, non misure temporanee o assistenziali.
So che Wanda Ferro al fianco di Giorgia Meloni e di tutta la nostra deputazione saprà metterà un serio impegno per produrre risultati misurati e misurabili convinto come sono che la speranza e la positività unite alle competenze alla fine possono vincere sempre sull’odio e sulla mediocrità.