ANGELI E DEMONI PER LE VIE DELLA CITTA'


di Sergio Lionetti -


Non è proprio voglia di essere scorretti, no: è proprio la routine dell’allergia alle regole!
Ma di cosa parliamo?
“Di politica!”, diranno ancora i soliti piccoli lettori, che non ne azzeccano una fin dai tempi di Carlo Lorenzini, in arte Collodi...
No, anche se rischiamo seriamente di sembrare fuori dalle mode imperanti sui social, non parliamo di politica: parliamo della vita cittadina di ogni giorno.
Tornando a casa, due le situazioni che hanno dato il via al corsivo di oggi.
La prima è stata il battibecco quasi sfociato in rissa tra un automobilista e un pedone. Il primo, senza cintura di sicurezza e col cellulare all’orecchio, il secondo, con gli occhi fissi sullo schermo del suo smartphone, attraversava baldanzoso la strada fuori dalle strisce. Per fortuna il pedone non è finito sotto il Suv, ma gli insulti sono volati da una parte e dall’altra.
L’altro spunto, ad un incrocio. Tutte le macchine ferme al rosso, ma ad uno dei signori in prima fila, a bordo di una fiammante utilitaria, non sembrava “giusto” dover stare lì ad attendere il verde, se nella strada che incrociava non c’era nessuna macchina che passava. 
“Perché questa inutile attesa? - avrà pensato - Se attraverso lo stesso, che peccato commetto?”
È così si è avviato... inchiodando i freni dopo pochi centimetri. Eh già! Un diavoletto dispettoso aveva fatto sbucare dal nulla una grossa berlina nera, come in un film di Hitchcock. Per fortuna, appostato sul tettuccio dell’utilitaria ci doveva essere un biondo Angelo Custode. Incidente evitato, questo sì, ma in entrambi i casi due “vittime” le abbiamo contate: il codice della strada e la convivenza civile.