NIENTE PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MARCO MORRONE VINCONO I BULLI DI PERIFERIA. E, PURTROPPO, COSENZA TACE

di Cataldo Bevacqua
Stretto nella morsa di bulli, haters e intellettuali, Marco Morrone non ha potuto partecipare alla presentazione del  suo libro "E niente” (sottotitolo: “La mia vita con Andonio che non saluta mai!"), prevista per la mattina del 3 giugno presso la libreria Mondadori di Cosenza, sua città natale.
Marco ha raccontato sulla sua pagina facebook di essere stato insultato da un gruppo di ragazzetti più o meno della sua età,  mentre, insieme alla madre, si accingeva a parcheggiare
l’auto prima di recarsi in libreria per l’evento.
“Ormai triste e demotivato – ha concluso il giovane - ho preferito rinunciare del tutto, con la paura che gli insulti potessero continuare anche davanti alla libreria e, per evitare il peggio, sono tornato a casa”.
A mio parere, quello compiuto ai danni del ragazzo cosentino rappresenta un gesto di estrema gravità. Un gruppo di bulletti di quartiere ha voluto seppellire sotto una valanga di insulti l’entusiasmo e l’intraprendenza di Marco, costretto a battere in ritirata dinanzi alla ignorante protervia del branco informe che nulla sa di Marco, del mondo e dei libri.
Eppure, seduto orgogliosamente dietro a un tavolo dell’accogliente sala della libreria Mondadori, e pungolato dalle domande di un valente moderatore, Marco avrebbe raccontato alla platea di amici e ospiti della sua vita di ragazzo semplice in una piccola città di provincia, fra un giro all’Iper, un panino al McDonald's e, talvolta, qualche occhio nero da sgonfiare per colpa delle frequenti aggressioni dei bulli. “Voglio far sapere a quanti si nascondono pensando di non essere all'altezza – è scritto nella scheda di presentazione del libro sul sito della casa editrice Piemme (Gruppo Mondadori, per intenderci) - che la vita è anche un'altra, e che chiunque può viverla, a pieno. Al cento per cento, e… niente”.
E… niente. Purtroppo quella sedia, domenica, è rimasta vuota. Hanno vinto loro: i bulli, che, aggredendo Marco, hanno messo in atto un’azione codarda verso un ragazzo voglioso di raccontare la sua coraggiosa battaglia contro il bullismo, e compiuto un attacco intollerante e nazista nei confronti dei libri e della narrazione, fonti inesauribili di confronto fra gli esseri umani; gli haters, che pascolano indisturbati fra le praterie senza regole e senza controllo dei social; infine, last but not least, gli intellettuali de’ noantri, quelli “ccu ra nasca tisa”, avrebbe detto sagacemente qualcuna delle mie zie (per gli amici di fuori regione, "con la puzza sotto il naso"), diffusi in tutto il globo terrestre e sempre pronti, in ogni settore dello scibile umano, a giudicare e a criticare con sprezzo elitario ogni altrui azione dalle camere blindate delle loro impermeabili conventicole.